Letöltés

Szintemelkedés

1 218 m

Nehézségi szint

Nehéz

lefelé

1 218 m

Max elevation

2 997 m

Trailrank

54

Min elevation

1 824 m

Trail type

Loop

Idõ

6 óra 50 perc

Koordináták

2277

Uploaded

2020. október 3.

Recorded

augusztus 2020
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2 997 m
1 824 m
12,14 km

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közel Mandriou, Valle d’Aosta (Italia)

La Becca di Nana (localmente chiamata anche Falconetta per la frequente presenza di falchi che volteggiano sulla sua cima) è una montagna panoramica sita a cavallo tra Valle d'Ayas e Valtournanche.
Da Mandrou (1832 m) il cammino inizia seguendo il Sentiero N. 3/3A che parte di fianco alla chiesetta salendo da subito ripidamente, supera un pilone votivo e raggiungere la soprastante Ca' Zena o Casa di Genova con una grossa ancora e la sagoma della lanterna di Genova all'ingresso. (1882 m)
Si attraversa la strada e si prosegue sul ripido sentiero di fronte che porta all'Alpe Mezzan. (o Metsan) (2015 m)
Arrivati all'alpeggio, si attraversa l'area pic-nic e si prosegue verso la Cappella Sarteur dedicata a Notre Dame des Montagnards, sul sentiero che effettua un lungo traverso in salita.
Passando a sinistra della Cappella si lascia sulla destra l'Alpe Vascoccia e si raggiunge la strada sterrata in corrispondenza di un cartello che indica il Sentiero degli Alpini. (2270 m) Qui si può scegliere per il percorso meridionale N.3A oppure per il più lungo e impegnativo percorso settentrionale N. 3. Noi optiamo per il N. 3 e quindi proseguiamo a salire in direzione Nord. Si continua la salita ancora dritti, guadagnando quota gradualmente tra prati e rocce affioranti co andamento a volte dritto e a volte con qualche zig-zag. La traccia è ben evidente con diverse biforcazioni che finiscono ben presto per riunirsi. Si raggiunge così la sommità del Colle Vascoccia. (2568 m) Qui per primi appaiono il Petit Tournalin e il Grand Tournalin. Il sentiero prosegue tagliando in diagonale i detritici versanti Est e Nord-Est della Falconetta effettuando un traverso su pietraia, col sentiero comunque molto evidente. Il percorso, non particolarmente difficile, segue una traccia ben visibile interrotta da qualche pietraia assolutamente non impervia, immersi in un ambiente sempre più selvaggio, con qualche tratto in ripida salita su prato. L’ultimo tratto compie un semicerchio su pietraia a Nord della Becca di Nana fin sotto al colle e, con un’ultima ripida salita, si arriva al Col de Nannaz. (2774m)
Qui, in prossimità del caratteristico ometto dell'Alta Via N.1, è necessario proseguire a sinistra, a Sud verso la base di sfasciumi e schegge del contrafforte roccioso settentrionale della Falconetta. Si sale subito con alcune svolte, in ombra principalmente, su sfasciumi e tratti di terra umida, bordata d'erba e roccette. Si raggiunge quindi la cresta vera e propria passando sul lato orientale, a sinistra, sopra alla conca del rifugio Tournalin, a tratti si incontrano piccole frane di sfasciumi lungo il sentiero, che resta comunque ben visibile e mai troppo esposto. Si rientra sul filo della dorsale superando alcuni modesti avvallamenti di roccia, seguito poi da un intaglio che porta ad una zona più larga, dove sorge un gendarme di roccia chiara. (2960 m) Qui abbiamo incontrato una “camoscina” per nulla turbata dalla nostra presenza. Si oltrepassa a sinistra la roccia, per arrivare al rialzo terminale della cresta, con una vasta paretina bianca, lievemente curva, al disopra della quale corre una cengia esposta. Si risale questa cengia con tratto molto esposto, facendo attenzione a speroni rocciosi molto bassi ed insidiosi per la testa o lo zaino. Si raggiunge così la cima distante circa una ottantina di metri dalla croce. (3010 m) Quest’ultima, con parafulmine ha un filo spinato avvolto attorno alla struttura per evitare le arrampicate fotografiche. Di fianco un piccolo altare contiene un cappello da Alpino, in memoria ai diciotto Alpini morti in un incidente nel 1954 e una copia ridotta della copertina della Domenica del Corriere che ricorda il fatto. Qui il panorama è pressoché totale su tutta l'alta valle di Ayas, sul massiccio del Monte Rosa e perfino sul Monte Bianco. A Sud si vede la massiccia piramide dello Zerbion e il solco del Colle Tantané. In lontananza si vedono i contrafforti dell’Emilius e della Grivola. A Nord sorge l’inconfondibile sagoma del Petit Tournalin e del retrostante Grand Tournalin. Per ritornare a Mandriou si segue il sentiero N.3° che inizia a scendere sulla dorsale Sud della cima, per piegare poi a destra per continuare a scendere sotto alla cima. Subito dopo si svolta a Est facendo molta attenzione a ogni passo perché il sentiero è sempre più friabile e inclinato anche lateralmente verso il pendio piuttosto ripido, passando per una fine pietraia. (2880 m) La discesa prosegue, poi, a zig-zag fino alla conca erbosa sottostante dove riduce la sua pendenza per raggiungere l’Alpe Pian Pera. (2613 m) Poco prima si trova una sorgente dove su un masso c'è la scritta "ultima acqua". Continuando a scendere ci si ritrova all’incrocio col sentiero dell’andata N. 3 dal quale si ripercorre il tratto dell’andata fino a Mandriou.
Waypoint

Alpe Mezzan

Alpe Mezzan
Waypoint

Becca Di Nana

Becca Di Nana 3010m
Waypoint

Cappella Sarteur

Waypoint

Cappella Votiva Mandriou

Waypoint

Col de Nannaz

Col de Nannaz 2773m
Waypoint

Colle Vascoccia

COLLE VASCOCCIA 2568M
Waypoint

Cà Zena

Waypoint

Mandriou

Waypoint

Plan Pera

Waypoint

Ultima Acqua

Waypoint

Vascoccia

Vascoccia

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